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Bimba uccisa, il papà in silenzio davanti al gip

Il pozzo dove si era gettato l'uomo dopo l'omicidio
Il pozzo dove si era gettato l'uomo dopo l'omicidio

Delitto di Levane: stamani l’interrogatorio dell’uomo che si è avvalso della facoltà di non rispondere. A breve l’incarico per la perizia psichiatrica

BUCINE — La videoconferenza fissata per questa mattina che metteva in collegamento il Tribunale di Arezzo e l’ospedale delle Oblate di Firenze è durata pochi minuti. L’interrogatorio di garanzia – previsto a distanza – di Bilal Napia, ancora ricoverato nel reparto psichiatrico, si è concluso rapidamente, il tempo di manifestare al Gip l’intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L’uomo accusato dell’omicidio della figlioletta di tre anni e mezzo continua a non parlare e a mostrare segni di alterazione. È in queste condizioni da un mese, da quando – la mattina del 21 aprile scorso mentre la moglie era fuori a fare la spesa – ha aggredito mortalmente con un coltello la sua bambina e ferito l’altro figlio dodicenne. Un raptus accaduto mentre tutti e tre erano nel soggiorno di casa, in via Togliatti a Levane. Dopo aver tentato il suicidio gettandosi in un pozzo che si trova nel giardino dell’abitazione e dopo essere stato salvato dai soccorritori, il 39enne di origine bengalese si è chiuso nel silenzio; inoltre, nella prima notte in carcere ha dato in escandescenze ed è stato subito ricoverato nell’ospedale fiorentino dove ancora si trova.

La scena di stamani davanti al giudice per le indagini preliminari Fabio Lombardo è stata la stessa di quella del 24 aprile quando ci fu l’udienza di convalida dell’arresto: Bilal Napia è rimasto zitto ed è apparso poco lucido. Le condizioni psichiche dell’uomo non paiono migliorate, uno stato di salute che ha portato il Pm Laura Taddei a richiedere una perizia psichiatrica in incidente probatorio: l’incarico sarà affidato nell’udienza fissata per il prossimo 10 giugno. Nella stessa occasione verrà conferito incarico anche ad uno psicoterapeuta per ascoltare – sempre in incidente probatorio – il figlio del bengalese. La testimonianza del ragazzo su quanto accaduto sarà raccolta e avrà valore di prova.

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