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Bekaert non c'è più tempo, pronti all'occupazione

Protesta per chiedere al governo di pubblicare il promesso decreto per la cassa integrazione straordinaria. Il 3 ottobre scattano i licenziamenti

FIRENZE — Quattro ore di sciopero e nuovo presidio degli operai della Bekaert, l'azienda di Figline Valdarno che lo scorso giugno ha annunciato di punto in bianco la chiusura dello stabilimento che produce 'steel-cord', il filo d'acciaio di rinforzo per pneumatici, con 318 licenziamenti. 

Dopo un'estate di presidi, proteste, manifestazioni di solidarietà e soprattutto dopo la promessa da parte del governo di un decreto per reintrodurre la cassa integrazione straordinaria necessaria a procedere poi alla reindustrializzazione, il tempo sta per scadere: il 3 ottobre il conto alla rovescia si esaurirà e in mancanza del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'azienda potrà procedere con i licenziamenti. 

Per questo gli operai hanno indetto un nuovo sciopero di quattro ore con un presidio davanti alla prefettura di Firenze. Una sola la richiesta: procedere con urgenza alla pubblicazione del decreto. 

"Abbiamo tempo fino al 2 a mezzanotte. Già il 3 ottobre l'azienda potrebbe procedere ai licenziamenti. Attendiamo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del ''decreto emergenza su Genova'' che prevede la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione dell'attività, ma se l'azienda non ci darà il tempo siamo pronti a occupare la fabbrica", ha detto Daniele Calosi, segretario della Fiom di Firenze in occasione del presidio. "L'azienda - ha aggiunto - potrebbe sospendere i licenziamenti in attesa del decreto, ma non hanno mai voluto trattare su questo; l'unica cosa su cui si sono resi disponibili è ad attivare la cassa integrazione".

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