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Mascherine importate illegalmente, la Finanza a Rignano sull'Arno

sequestro mascherine
foto di repertorio

Scoperto un giro d'affari illecito da 5 milioni di euro, con base a Torino e ramificazioni in altre quattro località, fra cui il paese toscano

TORINO — Ruota intorno a una società con sede legale a Torino e quattro ramificazioni territoriali a Rignano sull'Arno, Novi Ligure, Cessalto e Rozzano l'indagine della Guardia di Finanza culminata oggi con la denuncia di due persone e il sequestro di 600mila mascherine filtranti importate illegalmente dalla Cina e commercializzate in tutta Italia. Un giro d'affari da oltre 5 milioni di euro.

Deve essere ancora rintracciato l'amministratore della società torinese, un uomo di origine cinese di 52 anni, residente in Piemonte e fuggito in Cina.

Nel corso dei blitz di questa mattina, tutte le sedi della società sono state perquisite, compresa quella in Toscana. Le mascherine erano nascoste in un magazzino situato sul retro di un outlet di capi di abbigliamento di lusso, a Novi Ligure, al cui interno sono state rinvenute anche una quarantina di carte di credito utilizzate per l'attività illecita. Nel corso dell'operazione i finanzieri hanno scoperto anche centinaia di confezioni di farmaci utilizzati per le terapie anti-Covid, inizialmente destinati alla popolazione italiana nell'ambito del progetto 'Anti-Epidemic Supplies from Zhejiang to Italy' e poi occultate nel deposito.

Le mascherine sequestrate saranno distribuite a enti pubblici e assistenziali.

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