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Nessun Tso per l'uomo che ha ucciso il figlio

La Asl di Firenze: "A febbraio l'uomo si ricoverò volontariamente nel reparto psichiatrico di Borgo S.Lorenzo ma non è mai stato sottoposto a Tso"

FIRENZE — Non è mai stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio Niccolò Patriarchi, l'uomo di 34 anni che venerdì scorso, a Scarperia, ha ucciso a coltellate il figlioletto Michele di appena un anno al culmine di un litigio con la convivente, rimasta a sua volta ferita.

A precisarlo è l'azienda sanitaria fiorentina. "L’uomo da quanto risulta dalla relazione sanitaria che lo riguarda, è stato seguito dal Servizio di salute mentale in due diversi periodi: dall’aprile 2013 al febbraio 2014 e dal dicembre 2017 al maggio 2018 - si legge in una nota della Asl - In precedenza, nel periodo intercorrente ed in quello successivo risultano altre fasi di cura sia presso i servizi pubblici che da specialisti privati".

"Nel febbraio scorso l’uomo, che manifestava condotte violente ed aggressive, soprattutto in ambito familiare, fu condotto dai Carabinieri in Pronto Soccorso e, in quell’ occasione, ricoverato volontariamente nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) dell’Ospedale di Borgo San Lorenzo - si legge ancora nella nota - Dopo le dimissioni l’uomo era tornato a vivere con i genitori e aveva ripreso il programma di controlli ambulatoriali con visite programmate, proseguite con esito positivo fino a maggio scorso".

"A giugno, contattato telefonicamente per un nuovo appuntamento, l’uomo aveva riferito ai servizi della AUSL che preferiva rivolgersi ad uno specialista privato" conclude la nota.

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